Fanalino di coda sia a livello Europa che mondo, l’Italia sta guadagnando posizioni in quanto a vendite online nel settore agricolo e non solo. Insomma, qualcosa si muove.
I risultati contenuti in un report, presentato da TradeMarchines e derivanti dall’analisi del mercato dei macchinari usati online, evidenzia come il numero di acquirenti “digitali” sia negli ultimi tre anni, cresciuto con andamento costante.
Ciò, sembrerebbe particolarmente vero nelle industrie B2B, ovvero impegnate nelle vendite interaziendali, per le quali è in corso un importante processo di digitalizzazione.
Sempre dalla stessa fonte si evince però che l’Italia rappresenta, in questo panorama, un “Paese in via di sviluppo”: ad oggi il numero di acquirenti che utilizza il web si ferma al 20 per cento della popolazione (immagine sotto).

Andamento delle vendite online in italia dal 2013 al 2016.
Fonte: TradeMachines
Stando ai dati forniti da Google Trends, alcune Regioni più di altre sono attive nella ricerca sul web di macchine e attrezzature usati. Piemonte, Veneto e Toscana si contendono il primato seguite da Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia.

Andamento nazionale della ricerca di attrezzature usate online.
Fonte: Report TradeMachines
Aumentando il focus e osservando le categorie più cercate, Google Analytics riferito al sito di Trade Machines Italia, attribuisce il podio alle macchine usate per l’edilizia che riguardano più del 40 per cento delle ricerche ma rileva anche che il 10 per cento circa delle ricerche, si rivolge al settore agricolo.
Una successiva analisi per categorie riferita sempre al medesimo sito, rileva che i trattori sono i macchinari più ricercati in Italia, seguiti da gru, escavatori, mietitrebbie, carrelli elevatori e altre categorie.

Fonte: Report TradeMachines
Un occhio al mondo dell’e-commerce nazionale e mondiale
Se non siamo tra i pionieri delle vendita online, a maggior ragione non lo siamo nel settore agricolo per tradizione legato alla concretezza dell’acquisto delle macchine da lavoro presso il concessionario di fiducia.
Come spesso accade però, osservare le dinamiche di altri settori, pur molto differenti e per tanti versi poco o per nulla sovrapponibili al nostro focus di interesse, può servire per farsi un’idea delle possibili dinamiche future. Del resto i settori evolvono e se non molti anni fa ci avessero detto che la carta stampata avrebbe vissuto una fortissima crisi a favore del web solo pochi esperti ci avrebbero creduto.
Dai dati dello studio condotto da Osservatori.net, della School of management del Politecnico di Milano riferito al mercato B2C, ovvero della vendita al dettaglio, rilevano che nel 2015 il valore dell’acquistato online da parte dei consumatori italiani si è attestato a 16,6 miliardi di euro. Ovvero, 2,2 miliardi in più rispetto al 2014 con una penetrazione dell’e-commerce che supera il 4 per cento del totale consumi retail.

Valore dell’e-commerce B2C in Italia dal 2007 al 2015.
Fonte: Osservatori.net
Si tratta, quindi, di un mercato in crescita pur in un contesto di crisi globale, animato da 11,1 milioni di acquirenti abituali (con almeno un acquisto al mese) e, secondo gli esperti del Politecnico di Milano, trainato da turismo, informatica ed elettronica, abbigliamento a cui si aggiungono l’editoria e, quali settori emergenti, l’alimentare, l’arredamento e la bellezza.
Uscendo dal “cancello di casa”, e spostando lo sguardo sul sistema mondo, il dato delle vendite da e-commerce diventa ancora più strabiliante: nel 2013 ha toccato quota 1,2 trilioni di dollari.Post from Hello Materials
